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LA FONDAZIONE / Il mulino di GB VICO

Il Mulino di GB VICO

Il territorio di Vatolla, frazione del Comune di Perdifumo (Sa), è ricco di acqua. Tale presenza ha permesso la costruzione di un elevato numero di mulini, utilizzati per la macinazione del grano ma anche di dolache, orzo e cicerchie, la cui farina veniva utilizzata per la panificazione.

Le macine erano messe in movimento da un ruota di legno posta nel cunicolo voltato sottostante al piano di calpestio del mulino.

La ruota era posta orizzontalmente al piano di posa e veniva azionata tramite l’uscita in pressione dell’acqua da un foro di diametro di 30 centimetri, collegato alla base inferiore del cono. La rotazione della ruota permetteva così il movimento delle macine in pietra.

L’acqua di risulta scolava attraverso il cunicolo e fluiva nel vallone. Fino alla metà del 1900 tali strutture risultavano essere ancora in uso mentre oggi versano in un evidente stato di abbandono tale da rendere necessario il loro recupero “filologico e tipologico”.

La Fondazione Giambattista Vico, sensibile alla valorizzazione del patrimonio storico culturale del Cilento, nel territorio di Perdifumo e in particolare del mulino sito in località Maranto della frazione Vatolla, proponendo la realizzazione di un Ecomuseo con il ripristino del ciclo produttivo e della meccanica originaria.

Il Mulino è stato recuperato grazie al PSR Campania 2007-2013 Misura 323 di cui e stata beneficiaria la Fondazione Centro Studi Giambattista Vico ONLUS.

L’intervento di recupero ha riguardato le strutture originarie con il rifacimento della parte di muratura crollata in pietra locale e si è prefissa lo scopo di ristrutturare la parte esistente utilizzando tecniche e materiali nella tradizione cantieristica locale che non hanno alterato quelle che sono le caratteristiche materico-cromatiche naturali e paesaggistiche dei luoghi.

Si è trattato di un restauro filologico, nel senso che sono state ripristinate le originarie destinazioni d’uso del mulino ancora esistente e si provvederà alla realizzazione di una piccola volumetria atta ad ospitare nuove funzioni per permettere il funzionamento dell’Ecomuseo.

Il nuovo intervento è stato studiato nel rispetto del rapporto tra antico e moderno.

L’intervento riguarderà anche la sistemazione degli spazi esterni con la creazione di un piccolo orto botanico ospitante le specie arboree autoctone ed un orto sperimentale che sarà destinato allo studio ed alla coltivazione della ”cipolla di Vatolla”.

Notizie Storiche
Sicuramente la struttura, acquistata dalla Fondazione Giambattista Vico nel 1999, è stata edificata su una costruzione già esistente, risalente al Medioevo. I Rosani, proprietari del Mulino nel 1700, l’avevano in censo dalla corte ducale di Laureana.

  • …..“Come si evince da un documento del 1031 nel quale il principe di Salerno dona a Lorenzo abate di S. Arcangelo (Monastero in Perdifumo) un territorio compreso tra la contea di Camella- Ancilla Dei e Palearia ed il territorio di Vatolla, affinchè il Monastero vi potesse costruire un mulino attingendo acqua dai due valloni confinanti con detta terra……
  • …..Nessuno poteva accampare più diritti su detta terra escluso il principe. Geograficamente parlando si tratta di quel pezzo di terra compreso tra la fiumara ed il vallone di Castiglione. Successivamente nel 1033 ci fu una seconda donazione, cioè un altro pezzo di terra nel territorio di Vatolla sempre nella zona di S. Angelo.(C.D.C.)”……..
  • Il torrente antistante il Mulino proviene dalla montagna Sisimbio oggi detta della Ciaravola da cui scendeva il torrente Sisimbrio (per Cillium et Pescora….in balloncello qui vocatur Sisimbrio unde similiter acqua viva decurrit…..). C.D.C.,VI.