16 Dicembre 2018

Fondazione Giambattista Vico Onlus

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Chi siamo

L’Istituzione vichiana

La Fondazione Giambattista Vico si propone come centro attivo di iniziative, punto di incontro di persone e istituzioni accomunate dall’intento di restituire la figura del filosofo Vico all’universo contemporaneo, all’Europa, all’Italia e alla sua città.

La Fondazione nasce nel 1999 per volontà di Elena Croce e grazie all’appassionato impegno di Vincenzo Pepe, Gerardo Marotta ed Alfonso Andria.

In questi anni ha lavorato con dedizione al recupero degli spazi del Castello De Vargas Machucca di Vatolla (SA) che oggi è sede di seminari, convegni, mostre. Si tratta proprio del castello nel quale, alla fine del ‘600, il giovane Vico elaborò il proprio pensiero filosofico.
Esso è diventato un modello di turismo culturale ed attualmente è la sede del Museo Vichiano ...

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Attività

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Cultura
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Sviluppo locale
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Servizio Civile Nazionale
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Musei e biblioteche
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Casa editrice


La Fondazione Giambattista Vico
persegue esclusivamente finalità culturali
e di solidarietà sociale,
svolgendo le proprie attività nei settori dell’ istruzione,
della formazione, della promozione e valorizzazione delle risorse naturali,
storiche e artistiche.


News&Eventi

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Ciao Ascanio!

Accogliamo con grande dolore la notizia della scomparsa del Conte Ascanio Calvi di Bergolo, Presi...
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Roma 14 novembre: Presentazione del libro “Pensare il futuro”

Presentazione libro del prof. Vincenzo Pepe - Pensare il futuro - Dare vita a un nuovo modello di...
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Finale Ligure 10 Novembre: Pensare il futuro

Vincenzo Pepe presenta Pensare il futuro. Dare vita ad un nuovo modello di ambientalismo.
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Il filosofo

La Vita, il Pensiero e le Opere

Giambattista Vico nacque il 23 giugno del 1668 a Napoli dove morì nel 1744. Visse i suoi primi anni in un mezzanino di via S. Biagio dei Librai, soprastante alla bottega segnata, oggi, col numero 31. Figlio di un contadino di Maddaloni, divenuto poi misero libraio, e di donna analfabeta: Candida Masullo, di tempra assai malinconica.

Ebbe indole vivace, ma, circa all’età di sette anni, in una tremenda caduta, si fratturò il cranio, riducendosi per tre anni infermo, senza più speranze per la sua intelligenza. Invece guarì, pur rimanendogli un ‘ indomabile malinconia e una debolezza che lo portò, poi, alla tisi. Studiò profondamente e a balzi, in parte a scuola, nel Collegio dei Gesuiti, in parte, e soprattutto, per conto proprio. Per compiacere alla sua famiglia si scrisse alla facoltà di Giurisprudenza, senza però frequentare le lezioni.

Le difficili condizioni finanziarie lo indussero ad accettare l’invito del vescovo d’Ischia, Geronimo Rocca, che cercava un precettore per i suoi nipoti.
Si trasferì nel castello dei Rocca a Vatolla nel Cilento. “ Paesaggio aspro e selvaggio”, Vatolla, silenzioso e protettivo ...

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